Tappa

Vernazza — Monterosso

Giorni1
PercorribilitàTutto l'anno in base alle condizioni meteo
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Vernazza - Santuario di NS di Reggio - Sella di Drignana -Termine - Santuario di Soviore - Punta Mesco - Monterosso
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Questa tappa finale del Sentiero Uno offre un percorso ricco di storia, spiritualità e viste mozzafiato, articolandosi in quattro sezioni principali: la salita da Vernazza alla Foce di Drignana (segnavia 508), il cammino in quota fino a Termine (segnavia AV5T), l’avvicinamento a Sant’Antonio al Mesco passando per il Santuario di Soviore e Colla di Gritta (segnavia 591), e infine la discesa conclusiva verso Monterosso (segnavia SVA).

  1. Da Vernazza alla Foce di Drignana: un’ascesa panoramica (segnavia 508)

    Dalla piazza principale di Vernazza, si percorre Via Visconti, passando sotto il ponte della ferrovia e oltrepassando la sbarra che delimita l’area pedonale, in corrispondenza del parcheggio residenti. Si devia quindi a destra sul ponte che attraversa il Canale. In prossimità dell’edicola votiva della Madonna di Reggio, si inizia la salita lungo la strada pedonale che conduce al Santuario di Nostra Signora di Reggio. Si risale il tratto di sentiero percorso in discesa il giorno precedente.

    Superate la Cappella di San Bernardo e l’adiacente terrazza panoramica, la strada inizia a spianare e sale dolcemente verso il Santuario di Reggio. Si prosegue quindi lungo il sentiero 508 fino alla Foce di Drignana, ripercorrendo il tratto già affrontato in discesa il giorno prima.

  2. Dalla Foce di Drignana a Termine: un percorso in quota (segnavia AV5T)

    Giunti in località Foce di Drignana (562 m s.l.m.), si riprende l’AV5T svoltando a sinistra, in direzione Termine (circa 40 minuti). Il sentiero si snoda attraverso paesaggi di straordinaria qualità scenica, alternando viste verso la costa a tratti immersi in ambienti naturali ricchi di biodiversità. Dopo circa 20 minuti di cammino, si incontra il bivio per il Monte Santa Croce (circa 10 minuti di deviazione). Si consiglia vivamente questa breve deviazione per visitare la località, che offre un punto panoramico eccezionale, carico di significato per la comunità locale.

    Si riprende quindi l’AV5T, proseguendo in direzione Termine (circa 20 minuti).

  3. Da Termine al Santuario di Soviore e Colla di Gritta (segnavia 591)

    Arrivati in località Termine, si percorre in discesa per circa 1 km la strada carrozzabile in direzione Monterosso, seguendo il segnavia 591. Si raccomanda di procedere sul lato sinistro della carreggiata (lato a mare) e di prestare attenzione al traffico veicolare. Scendendo dalla località Termine, dopo poche decine di metri sulla sinistra, si trova il bivio per il sentiero 582 che porta al Santuario di Reggio. Poco dopo, sempre sulla sinistra e in corrispondenza di un’area di sosta, si incontra il bivio per il sentiero 588, che scende direttamente al paese di Monterosso. Si suggerisce l’utilizzo di questa discesa solo in caso di necessità di un rientro rapido, ad esempio per emergenze o condizioni meteo avverse.

    Si continua la discesa lungo la strada carrozzabile e, dopo circa 1 km, sulla destra, si imbocca il bivio per il Santuario di Soviore.

    Si consiglia una visita alla chiesa del Santuario di Soviore (492 m s.l.m.), il più antico dei santuari mariani delle Cinque Terre. Presso il Santuario, da marzo a ottobre, è attivo un bar-ristorante con camere. Nel piazzale del Santuario, è inoltre presente una fontanella per rifornire le borracce.

    Si riprende quindi il cammino lungo il percorso pedonale in discesa, che costeggia la carrozzabile in direzione Monterosso. Dopo circa 2 km, si giunge a Colla di Gritta (330 m s.l.m.), dove è presente un bar-ristorante-albergo.

    Anche in questo caso dal Termine, si può giungere a Monterosso utilizzando una navetta ATC, da 12 posti, con 5 corse mattutine e 2 pomeridiane.

  4. Da Colla di Gritta a Monterosso: l’indimenticabile Crinale del Mesco (segnavia 591 e SVA)

    Da Colla di Gritta, si attraversa il parcheggio dell’hotel e si imbocca il sentiero 591, proseguendo lungo il crinale del promontorio del Mesco in direzione Colle Bagari (circa 50 minuti) e Sant’Antonio al Mesco (circa 1 ora e 25 minuti).

    Questo tratto di sentiero è particolarmente suggestivo e solitamente meno frequentato, regalando panorami ampi e spettacolari. Percorrendo il crinale del Mesco, la vista si apre verso Levanto, la costa di Portofino, le isole di Palmaria, Tino e Tinetto, e l’intero arco delle Cinque Terre, offrendo una percezione visiva completa del paesaggio culturale riconosciuto come Patrimonio Mondiale.

    Il percorso si sviluppa con alcuni saliscendi verso la punta del promontorio. Inizialmente si attraversa una pineta rada di pino marittimo, seguita da zone di gariga con ginepri, in corrispondenza di affioramenti di rocce serpentinitiche. Successivamente, si entra nella macchia mediterranea, in corrispondenza del substrato in arenarie, avvicinandosi alla punta del Promontorio del Mesco. Lungo il percorso sono presenti cartelli informativi dedicati alle diverse tipologie vegetazionali.

    In corrispondenza del bivio per il sentiero 574, si suggerisce di prendere la brevissima deviazione sulla destra che conduce alla sommità del Monte Rossini. Qui si trova un’area di sosta molto piacevole, che offre un panorama a 360° di rara bellezza.

    Si riprende quindi il sentiero 591 in discesa verso la Sella di Bagari (circa 15 minuti).

    Giunti a Sella di Bagari (360 m s.l.m.), è fondamentale prestare attenzione alle indicazioni. Si superano sulla destra due bivi per Levanto (sentieri 572 e 573). Dopo un breve tratto in discesa, si evita il sentiero 572 che scende direttamente a Monterosso sulla sinistra, si sale leggermente e si segue l’indicazione per Sant’Antonio al Mesco (circa 40 minuti), evitando la deviazione verso il Monte Focone.

    Il percorso continua nella macchia mediterranea a leccio, con una leggera salita iniziale seguita da un falsopiano in discesa. Si oltrepassa il bivio per Levanto (sentiero 571), mantenendo la direzione per Sant’Antonio del Mesco (circa 25 minuti).

    In corrispondenza dei ruderi del Semaforo, si incrocia il sentiero costiero SVA, che collega Levanto a Monterosso. Prima di iniziare la discesa verso Monterosso, si suggerisce di prendere la deviazione che, in soli 10 minuti, conduce all’eremo di Sant’Antonio al Mesco, antico presidio spirituale, da cui l’escursionista può contemplare il senso profondo del cammino, nel punto in cui la lunga traversata dell’Alta Via si conclude. Giunti all’eremo, si apre una vista spettacolare che permette di assaporare appieno la bellezza del paesaggio attraversato durante l’intero cammino iniziato a Porto Venere.

    Dall’eremo di Sant’Antonio, si rientra al Semaforo e al bivio SVA per iniziare la discesa verso Monterosso-Fegina (circa 50 minuti). Questo tratto di sentiero può essere affollato, per cui si raccomanda attenzione. La discesa presenta a tratti una scalinata ripida. Prima di arrivare a Fegina, si incrocia la strada carrozzabile e si prosegue in discesa.

    Giunti a Fegina (4 m s.l.m.), in corrispondenza della statua del Gigante, si prosegue lungo la passeggiata a Mare, si oltrepassa la Stazione ferroviaria e, passando per Torre Aurora, si arriva al centro storico di Monterosso, dove si conclude il magnifico cammino del Sentiero Uno.

Cosa fare a Monterosso al Mare

Monterosso al Mare è il borgo più grande delle Cinque Terre e l’unico a offrire vere e proprie spiagge sabbiose, ideali per chi cerca relax sul mare. Diviso in due parti – il centro storico e la zona più moderna di Fegina – è un perfetto equilibrio tra autenticità ligure e accoglienza turistica.

Si consiglia la visita a…

Nel centro storico puoi esplorare viuzze ricche di botteghe, la Chiesa di San Giovanni Battista in stile gotico-ligure e il convento dei Cappuccini, situato su un colle panoramico. Nella zona di Fegina, non perderti la celebre Statua del Gigante, scolpita nella roccia a inizio Novecento, simbolo del legame tra l’uomo e il mare.

Dove cenare

A Monterosso troverai numerosi ristoranti, dai locali rustici alle trattorie sul mare, ideali per gustare piatti tipici come la pasta al pesto, le acciughe di Monterosso (Presidio Slow Food) e zuppe di pesce. Alcuni locali offrono splendide terrazze vista tramonto, perfette per una serata speciale.

Possibilità di degustazioni

Monterosso è immerso nei vigneti e nella macchia mediterranea: qui puoi degustare vini locali in enoteche, cantine o direttamente presso piccoli produttori. Lo Sciacchetrà e i bianchi secchi DOC delle Cinque Terre sono spesso accompagnati da specialità come focaccia, olive taggiasche e formaggi della zona. Un’occasione per scoprire i sapori autentici della Liguria.

Fotogallery della tappa

Alcuni luoghi che ti godrai durante il cammino

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