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Riomaggiore — Manarola

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Riomaggiore - Manarola
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Questa tappa si snoda in uno dei tratti più rappresentativi del sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, dove è possibile cogliere in modo tangibile l’interazione millenaria tra uomo e natura che ha modellato questo paesaggio culturale. Il cammino si articola in tre tratte principali: la prima in salita da Riomaggiore al Telegrafo (segnavia SVA), la seconda in falsopiano dal Telegrafo a Sella di Marvede (segnavia AV5T), e la terza in discesa da Sella di Marvede a Manarola (segnavia 506).

  1. Da Riomaggiore al Telegrafo: un percorso storico e panoramico (segnavia SVA)

    Il cammino riprende da Riomaggiore in direzione del Santuario di Montenero. Si ripercorre il sentiero SVA, percorso il giorno precedente in discesa, che ha inizio nella parte finale del paese, oltre la sbarra di accesso alla zona pedonale. Questo tratto si snoda lungo il tracciato della storica “Via Grande”, attraversando luoghi di devozione popolare costellati da edicole votive: testimonianze materiali e immateriali di una spiritualità radicata, parte dei valori immateriali del sito.

    Il percorso offre viste panoramiche su terrazzamenti coltivati a vite e sostenuti da muri a secco la cui cura è frutto di un sapere tramandato che ancora oggi impegna attivamente la comunità locale.

    Giunti al Santuario della Madonna di Montenero, si prosegue lungo il sentiero SVA, ascendendo verso la località Telegrafo e attraversando l’incantevole borgo di Lemmen.

    La località Telegrafo è servita dalla navetta ATC n. 29 che la collega a Riomaggiore 2 volte al giorno (h9.00 – h.16.30), dando l’occasione all’escursionista di risalire dal borgo più agevolmente, compiendo il salto di quota con il bus.

  2. Dal Telegrafo a Sella di Marvede: il cuore del crinale (segnavia AV5T)

    Dalla località Telegrafo (513 m s.l.m.), si imbocca a sinistra il sentiero di crinale AV5T, proseguendo in direzione del Bivio Bramapane (circa 40 minuti). Il sentiero inizia con una salita graduale e, dopo pochi metri, si incontra il rudere di un’antica casa cantoniera.

    Il percorso continua in salita per circa 800 metri, per poi spianare, attraversando suggestivi boschi misti e leccete. Si raggiunge quindi il Bivio Bramapane (623 m s.l.m.), dove si incrocia la strada carrozzabile che scende verso il Colle Telegrafo.

    Il cammino prosegue lungo l’AV5T, mantenendo la direzione per La Cigoletta, Foce di Drignana e Termine. Poco prima della località Montegrosso (613 m s.l.m.), sulla destra, si nota una costruzione che fungeva da punto trigonometrico. Si continua verso Sella della Croce (circa 10 minuti), La Cigoletta e Termine.

    Dal crinale, il sentiero AV5T attraversa le alture tra il mare e l’entroterra, permettendo di osservare l’andamento geomorfologico del paesaggio con le sue falesie e valli che si alternano rapidamente, in una composizione naturale e scenica di eccezionale valore.

    Giunti a Sella della Croce (633 m s.l.m.), si devia a sinistra, lasciando sulla destra lo sterrato che scende a Carpena. Si prosegue, pertanto, lungo l’AV5T in direzione La Cigoletta e Foce di Drignana. Dopo una breve salita, il sentiero diventa pianeggiante, attraversando un tratto boschivo lungo il versante costiero.

    Si giunge quindi a Sella Galera (712 m s.l.m.), un quadrivio dove si sale leggermente, si oltrepassa il colle e si continua lungo l’AV5T sul versante a monte, in direzione Sella Marvede (circa 35 minuti).

    In prossimità dei punti come Sella della Croce e Sella Galera, si percepisce la storicità di questi luoghi: lungo i sentieri si incontrano ruderi di case cantoniere e manufatti rurali in pietra, memoria di un paesaggio antropizzato e testimone dell’uso collettivo del territorio.

    Dopo aver superato il bivio per il Monte delle Croci, il sentiero scende ripidamente su un fondo sconnesso; si raccomanda massima attenzione in questo tratto. Dopo circa 5 km dalla località Telegrafo, si raggiunge Sella Marvede (672 m s.l.m.).

  3. Da Sella di Marvede a Manarola: discesa tra vigneti e borghi (segnavia 506)

    Il tratto finale scende verso Manarola, attraversando terrazzamenti vitati, sistemazioni agricole che incarnano l’essenza del paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO. La viticoltura eroica qui praticata rappresenta un raro equilibrio tra natura e cultura: un sapere antico, sostenuto da un forte senso di appartenenza e da pratiche agricole sostenibili.

    In località Sella di Marvede, si abbandona l’AV5T per iniziare la discesa verso Manarola, seguendo il sentiero 506. Le indicazioni sono per Case Bovera (circa 20 minuti), Volastra (circa 40 minuti) e Manarola (circa 1 ora e 20 minuti).

    Il percorso scende lungo il versante a mare. Una volta raggiunte le Case Bovera, si prosegue mantenendo la destra lungo il sentiero 506. Si attraversa una passerella in metallo (un dissuasore per i cinghiali) e, dopo un breve tratto ancora in discesa, si arriva alla strada carrozzabile, in prossimità del caratteristico paese di Volastra.

    Si suggerisce vivamente una sosta nel borgo di Volastra per visitare il Santuario di Nostra Signora della Salute, altro elemento del patrimonio devozionale che connette spiritualità, paesaggio e comunità, e per esplorare il suo affascinante centro storico, dove si trovano punti di ristoro e di ospitalità, oltre a una fontanella per rifornire le borracce. Lungo il percorso si percepisce la presenza viva della comunità locale, il suo attaccamento ai luoghi, e la volontà di tramandare tradizioni e valori: aspetti immateriali fondamentali per il mantenimento dell’autenticità e integrità del sito.

    Si prosegue quindi la discesa verso Manarola sempre lungo il sentiero 506, che, dopo una lunga e suggestiva scalinata, conduce al tornante di Groppo e, infine, direttamente al borgo di Manarola, un altro insediamento emblematico della costa ligure orientale, con il suo impianto compatto e il forte legame con il mare. Qui si conclude una tappa che non è solo escursionistica, ma profondamente culturale, spirituale e paesaggistica, dove ogni passo racconta un frammento della storia millenaria di questo paesaggio patrimonio dell’umanità.

    Da Manarola a Volastra, 330msl,  opera una navetta ATC da 12 posti, con cadenza (quasi) oraria, feriale e festiva. che consente di superare l’ultimo tratto fino a Manarola, sia in andata sia in ritorno

Cosa fare a Manarola

Manarola, uno dei borghi più affascinanti delle Cinque Terre, ti accoglie con le sue case colorate che si arrampicano sulla scogliera e un’atmosfera da cartolina. Qui il tempo rallenta e ogni angolo invita a essere scoperto con calma, tra profumi di mare e tradizioni contadine.

Si consiglia la visita a…

Imperdibile una passeggiata tra le viuzze del centro, che conducono fino al belvedere da cui ammirare il celebre panorama sul porticciolo. Da vedere anche la Chiesa di San Lorenzo, del XIV secolo, e il suo campanile staccato, simbolo del borgo. Per gli amanti del trekking, il sentiero panoramico che sale tra i vigneti regala scorci unici sulla costa.

Dove cenare

Manarola offre una scelta di ristorantini romantici affacciati sul mare o incastonati tra i vicoli del borgo. I piatti tipici spaziano dalle trofie al pesto alle acciughe marinate, passando per risotti ai frutti di mare e torte salate locali. Molti locali propongono cucina semplice ma genuina, con ingredienti freschissimi del territorio.

Possibilità di degustazioni

Il borgo è circondato da terrazzamenti coltivati a vite, e proprio da qui provengono alcuni dei migliori vini delle Cinque Terre. Le cantine locali offrono degustazioni di bianchi secchi e del celebre Sciacchetrà, il passito ambrato che racconta la fatica e la passione dei viticoltori locali. Un’esperienza da vivere al tramonto, magari con vista sul mare.

Fotogallery della tappa

Alcuni luoghi che ti godrai durante il cammino

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