Tappa 2

Riomaggiore — Vernazza

Giorni1
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Riomaggiore - Telegrafo - Sella Malverde - Cigoletta - Sella di Drignana - Santuario NS di Reggio - Vernazza
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Questa impegnativa ma gratificante tappa si articola in tre tratte principali: la prima in salita da Riomaggiore al Telegrafo (segnavia SVA), la seconda in quota dal Telegrafo alla Foce di Drignana (segnavia AV5T), e la terza in discesa dalla Foce di Drignana a Vernazza (segnavia 508). Il percorso attraversa un tratto di paesaggio che incarna in modo emblematico l’interazione millenaria tra uomo e natura, riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per i suoi straordinari valori culturali e paesaggistici.

  1. Da Riomaggiore al Telegrafo: sulle orme della “Via Grande” (segnavia SVA)

    Da Riomaggiore, il cammino riprende la salita verso il Santuario di Montenero, ripercorrendo il sentiero SVA, già affrontato in discesa il giorno precedente. Il sentiero SVA ha inizio nella parte bassa del paese, superata la sbarra di accesso alla zona pedonale. Questo sentiero, segnato dalla presenza di edicole votive, è testimone di un’antica pratica devozionale che affonda le radici nella cultura religiosa locale.

    Riomaggiore vista da mare

    La salita, immersa in una vegetazione mediterranea tipica, attraversa un paesaggio modellato da terrazzamenti in pietra a secco e manufatti rurali che costituiscono elementi fondamentali del paesaggio culturale. Giunti al Santuario della Madonna di Montenero, si gode di uno dei più spettacolari belvedere sul tratto costiero, simbolo della perfetta armonia tra ambiente naturale e insediamenti umani, per poi proseguire lungo il sentiero SVA, ascendendo verso la località Telegrafo e attraversando l’incantevole borgo di Lemmen.

    La località Telegrafo è servita dalla navetta ATC n. 29 che la collega a Riomaggiore 2 volte al giorno (h9.00 – h.16.30), dando l’occasione all’escursionista di risalire dal borgo più agevolmente, compiendo il salto di quota con il bus.

  2. Dal Telegrafo alla Foce di Drignana: l’Alta Via panoramica (segnavia AV5T)

    Dalla località Telegrafo (513 m s.l.m.), si imbocca a sinistra il sentiero di crinale AV5T, seguendo la dorsale che separa i versanti marittimo e montano per proseguire in direzione del Bivio Bramapane (circa 40 minuti). Il sentiero inizia in salita, ampio e piacevole, con lievi saliscendi che attraversano leccete, boschi misti, aree di macchia mediterranea e zone di gariga, tutte testimonianze dell’elevata biodiversità presente nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, elemento centrale del Valore Universale legato al paesaggio naturale. Dopo pochi metri, si incontra il rudere di un’antica casa cantoniera. Circa 800 metri più avanti, il percorso spiana.

    Si raggiunge quindi il Bivio Bramapane (623 m s.l.m.), dove si incrocia la strada carrozzabile che scende verso il Colle Telegrafo. Il cammino prosegue lungo l’AV5T, mantenendo la direzione per La Cigoletta, Foce di Drignana e Termine.

    Poco prima della località Montegrosso (613 m s.l.m.), sulla destra, si noterà una costruzione che fungeva da punto trigonometrico. Si continua verso Sella della Croce (circa 10 minuti), La Cigoletta e Termine.

    Giunti a Sella della Croce (633 m s.l.m.), si devia a sinistra, lasciando sulla destra lo sterrato che scende a Carpena. Si prosegue, pertanto, lungo l’AV5T in direzione La Cigoletta e Foce di Drignana. Dopo una breve salita, il sentiero diventa pianeggiante, attraversando un tratto boschivo lungo il versante costiero.

    Si giunge quindi a Sella Galera (712 m s.l.m.), un quadrivio dove si sale leggermente per poi svalicare. Si continua lungo l’AV5T sul versante a monte, in direzione Sella Marvede (circa 35 minuti). Dopo il bivio per il Monte delle Croci, il sentiero scende ripidamente su fondo sconnesso; si raccomanda massima attenzione in questo tratto. Dopo circa 5 km dalla località Telegrafo, si raggiunge Sella Marvede (672 m s.l.m.).

    Da Sella Marvede si prosegue a sinistra sull’AV5T in direzione Campo di Corniglia (circa 20 minuti), Prato di Corno e Termine. Il sentiero attraversa una bellissima lecceta; il percorso è pianeggiante ma a tratti particolarmente stretto, richiedendo attenzione.

    Giunti in località Prato di Corniglia (610 m s.l.m.), si prosegue in leggera salita sempre sull’AV5T verso La Cigoletta (circa 10 minuti). Dalla località La Cigoletta, si continua lungo l’AV5T in direzione Prato di Corno (circa 1 ora e 20 minuti) e Termine (circa 2 ore e 45 minuti totali dalla Cigoletta), percorrendo i versanti che delimitano la vallata di Vernazza, dove si incontrano aree utilizzate storicamente per l’agricoltura, con sistemi di terrazzamento ancora leggibili, modellati per la coltivazione della vite a pergola bassa: un saper fare agricolo tradizionale profondamente radicato nella cultura locale. Questi elementi concorrono a definire un paesaggio culturale evolutivo, modellato nel corso dei secoli dall’intervento umano in equilibrio con le caratteristiche morfologiche aspre e irregolari del territorio.

    Si oltrepassa il bivio per il sentiero 503 mantenendo la sinistra in direzione Termine. In località Prato di Corno (735 m s.l.m.), in corrispondenza del bivio per il sentiero 555, si continua a tenere la sinistra in direzione Termine.

    Il percorso prosegue quindi in discesa fino alla località Foce di Drignana.

  3. Dalla Foce di Drignana a Vernazza: verso il santuario e il borgo (segnavia 508)

    In località Foce di Drignana (502 m s.l.m.), si lascia l’AV5T per scendere lungo la strada carrozzabile. Al primo incrocio si prosegue sempre sulla strada carrabile in direzione Vernazza. Al secondo incrocio, si tiene la destra e si scende verso Reggio. Dopo alcune centinaia di metri lungo la carrabile, sulla sinistra si trova un cartello che indica il sentiero 508, il quale scende a Vernazza (circa 50 minuti); il percorso è piuttosto scosceso, con un magnifico sedime in pietra, ripido e piuttosto impegnativo.

    Il sentiero attraversa quindi la carrabile, prosegue in discesa e conduce rapidamente sul sagrato del Santuario di Nostra Signora di Reggio, uno dei luoghi spirituali più antichi e significativi delle Cinque Terre. Il sentiero è punteggiato da edicole votive della Via Crucis, testimonianza tangibile di una religiosità popolare diffusa e ancora viva, parte del valore immateriale del sito.

    Giunti a Reggio, si consiglia una sosta per visitare il Santuario e ammirare il maestoso cipresso monumentale, pluricentenario, elemento identitario del paesaggio sacro e naturale, incluso nell’Atlante degli Alberi Monumentali Italiani. All’imbocco della pedonale per Vernazza, è presente una fontana per rifornire le borracce.

    Da Reggio si prosegue quindi in discesa verso Vernazza lungo la storica pedonale, che offre ampi scorci panoramici sulla costa e sugli insediamenti costieri compatti, distribuiti in armonia con la morfologia del terreno. L’intero tratto si caratterizza per la qualità scenica del paesaggio e la coesistenza tra natura e cultura, racchiudendo gli attributi chiave del valore Universale del sito: approdi marittimi, coltivazioni tradizionali, rete pedonale storica e centri abitati stratificati.

    La strada pedonale, avvicinandosi al paese di Vernazza, passa accanto all’ex convento di San Francesco, che oggi ospita l’Amministrazione comunale di Vernazza. Da questo punto, si può scegliere se continuare a scendere lungo la pedonale principale o deviare a destra, scendendo attraverso le scalinate che conducono direttamente nel centro storico e alla piazza principale di Vernazza, dove si conclude questa affascinante tappa.

    Questo percorso si può fare anche utilizzando una navetta ATC da 12 posti, con cadenza di 4 corse al giorno; l’arrivo al Bivio Drignana, coincide, di fatto a con il sentiero AV (attraverso parte finale 508)

Sei nella tappa 2, scopri le altre tappe del sentiero

Portovenere-Riomaggiore

Portovenere — Riomaggiore

Tappa 1
Portovenere, Telegrafo, Santuario di Montenero Riomaggiore, RiomaggioreAV5T / AVG / SVA

Vernazza — Monterosso

Tappa 3
Vernazza, Santuario di NS di Reggio, Sella di Drignana, Termine, Santuario di Soviore, Punta Mesco, Monterosso508 / AV5T / 591 / SVA

Cosa fare a Vernazza

Considerata da molti il borgo più pittoresco delle Cinque Terre, Vernazza è un incantevole intreccio di vicoli, scalinate e case color pastello che si affacciano su un piccolo porto naturale. Il suo fascino autentico e la sua vivace atmosfera la rendono una tappa imperdibile.

Si consiglia la visita a…

Passeggia lungo la via principale fino alla suggestiva piazzetta sul mare, dove il tempo sembra essersi fermato. Da non perdere la Chiesa di Santa Margherita d’Antiochia, costruita nel 1318 direttamente sulla scogliera, e il Castello Doria, da cui si gode una vista straordinaria sulla costa. Gli appassionati di trekking possono intraprendere il sentiero che collega Vernazza a Monterosso, uno dei più panoramici delle Cinque Terre.

Dove cenare

Vernazza offre un’ottima scelta di ristoranti affacciati sul porticciolo o nascosti tra i caruggi. Qui puoi gustare piatti tipici come spaghetti ai frutti di mare, acciughe di Monterosso, farinata di ceci e dolci locali come la torta di riso. L’atmosfera è sempre rilassata, perfetta per una cena vista mare al tramonto.

Possibilità di degustazioni

Tra vigneti terrazzati e tradizioni secolari, Vernazza è anche terra di vini. Diversi locali propongono degustazioni di vini bianchi DOC delle Cinque Terre e del prezioso Sciacchetrà, spesso accompagnate da assaggi di prodotti locali. Un’esperienza che racconta la storia e il carattere di questo borgo unico.

Fotogallery della tappa

Alcuni luoghi che ti godrai durante il cammino

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