Questa prima tappa dell’Alta Via delle Cinque Terre, che si articola in due tratte principali, si snoda all’interno del sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO “Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)”, e rappresenta un’introduzione densa e simbolica all’eccezionale paesaggio culturale. In questo tratto iniziale si incontrano molte delle caratteristiche fisiche e immateriali che giustificano l’Eccezionale Valore Universale (OUV) del sito.
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Da Porto Venere a Campiglia e al Telegrafo (segnavia AV5T e AVG)
Il Sentiero Uno ha il suo inizio nel cuore di Porto Venere, precisamente in Piazza Bastreri, uno degli insediamenti costieri più significativi del sito Patrimonio Mondiale. Da qui, si imbocca la salita pedonale e l’ascesa verso il Castello Doria attraversa un paesaggio urbano storicamente stratificato, in armonioso dialogo con la morfologia scoscesa della costa. Si raccomanda di prestare particolare attenzione durante questo tratto iniziale, poiché la scalinata è ripida e, in determinate condizioni, potrebbe essere scivolosa.
Superata la salita, si apre una vista panoramica sul mare e sulle isole del Tino e della Palmaria, che rappresentano componenti integranti del sito, custodi di valori naturali, spirituali e militari, oltre che di biodiversità e testimonianze archeologiche.
Il sentiero si immerge poi nella macchia mediterranea e nelle aree ex-estrattive del marmo Portoro (punto panoramico), un unicum geologico e culturale di questo territorio. Questi paesaggi, modellati dalla coabitazione secolare tra uomo e natura, sono parte dell’eccezionale paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO. Si raggiunge quindi un primo bivio che indica la direzione per il Forte Muzzerone, ma si prosegue a destra, in direzione Campiglia e Sella Derbi.
La presenza di manufatti rurali, muri a secco e terrazze si fa sempre più evidente salendo verso Campiglia, mentre il panorama si amplia sul Golfo della Spezia, con un andamento prevalentemente pianeggiante in leggera salita e una vegetazione che si alterna tra leccete, pinete e formazioni tipiche della gariga, evidenziando l’importanza degli habitat naturali protetti dai parchi del territorio. Si superano i bivi per il Rifugio Muzzerone, il Forte Muzzerone, Sant’Antonio e Porto Venere, mantenendo la direzione per Campiglia.
Si giunge quindi su una strada carrozzabile, che si percorre in discesa per un breve tratto. Sulla sinistra si incontra la cava di marmo Portoro denominata “Cavetta”. Si prosegue in leggera discesa fino a Sella Derbi (area di sosta), dove si lascia la strada per riprendere il sentiero AV5T in direzione Campiglia e Telegrafo.
Il sentiero riprende a salire lungo il versante a mare del Monte Castellana. Dopo pochi metri, si incontra un cippo commemorativo delle cinque vittime di un incidente aereo (idrovolante).
La salita continua, ma la vegetazione bassa permette di godere di viste spettacolari sulle isole e sulle falesie costiere. Si raccomanda di prestare attenzione ai tratti esposti in corrispondenza di affioramenti rocciosi. Si raggiunge infine la strada asfaltata, in località Bocca dei Cavalin (343 m s.l.m.).
Si prosegue a sinistra lungo l’AV5T in direzione Campiglia e Telegrafo, abbandonando la strada carrozzabile sulla destra. Dopo un tratto in salita, si incrocia nuovamente la carrozzabile, che si segue per alcune centinaia di metri. In corrispondenza del cartello indicante “Campiglia”, si lascia la carrozzabile e si imbocca a sinistra il sentiero per Telegrafo e Termine.
Il sentiero sale leggermente, poi diventa più dolce, attraversando una pineta fino alla caratteristica torre in pietra di un antico mulino a vento. Da qui, si scende leggermente fino al paese di Campiglia (389 m s.l.m.), borgo collinare sospeso tra cielo e mare, in cui si respira ancora lo spirito di un insediamento resiliente, esempio concreto dello stile di vita tradizionale e millenario, testimoniato anche dalla Chiesa di Santa Caterina (con il suo campanile centenario) e dalla vitalità della comunità locale.
Campiglia offre diverse opportunità per una sosta: punti di ristoro e di ospitalità (con aperture stagionali, si consiglia di verificare gli orari), la fermata dell’autobus in piazza della Chiesa e una fontanella per rifornire le borracce.
Dopo una breve sosta a Campiglia si riprende il cammino. Superato il bivio per Monesteroli, si prosegue su Via Gerisola e si imbocca a sinistra la scalinata che sale verso Sant’Antonio e il Telegrafo.
Il sentiero sale lungo il crinale costiero, poi spiana e prosegue su una strada sterrata che attraversa la “palestra nel verde” (realizzata nel 1982).
Si raggiunge quindi la cappella di Sant’Antonio Abate (511 m s.l.m.), un’area di sosta dove si incrocia il sentiero 504 (a sinistra per Schiara, a destra per l’AVG – Pegazzano – La Spezia).
In località Sant’Antonio, poco prima della cappella, si trovano due cippi in pietra dedicati a Giovanni Spinato e Alfredo Sapia, volontari del CAI della Spezia che hanno contribuito alla riapertura del Sentiero Uno.
Si prosegue lungo l’AV5T verso la località del Telegrafo, attraverso paesaggi di crinale in cui si incontrano elementi della rete di sentieri storici che un tempo collegavano borghi e santuari, oggi preziosa risorsa per un turismo lento e sostenibile e, dopo un breve tratto pavimentato in pietra, si riprende lo sterrato che, attraverso la palestra nel verde, conduce al colle del Telegrafo (513 m s.l.m.).
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Dal Telegrafo a Riomaggiore (sentiero SVA)
Dalla località Telegrafo, si imbocca a sinistra il sentiero SVA, in direzione Lemmen (15 minuti) e Santuario della Madonna di Montenero (40 minuti), uno dei percorsi devozionali più suggestivi del sito.
Lungo questo tratto, in direzione Riomaggiore, si incontrano terrazzamenti coltivati a vite che raccontano la fatica e la maestria collettiva della comunità nel modellare un territorio ostile. La coltivazione della vite, in particolare nella forma della “pergola bassa”, è una testimonianza viva di saperi tradizionali che si tramandano da secoli. Dopo circa 15 minuti di discesa, si giunge a Lemmen e alla Cappella di San Bernardo di Chiaravalle.
Si prosegue in discesa, costeggiando i suggestivi vigneti terrazzati. Si supera il bivio per Volastra e, dopo circa 40 minuti dal Telegrafo, si raggiunge il piazzale del Santuario di Montenero, un ampio punto panoramico che consente una lettura integrale del paesaggio culturale riconosciuto dall’UNESCO, con una visione d’insieme che spazia da Porto Venere fino alle Cinque Terre. È un punto in cui diventa evidente l’armoniosa interazione tra uomo e natura.
Dal santuario si prosegue lungo il sentiero SVA, che conduce a Riomaggiore, uno dei cinque borghi costieri storicamente separati ma uniti da un paesaggio agrario e culturale condiviso.
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Riomaggiore — Manarola
Tappa 2
Riomaggiore, Santuario di Montenero Riomaggiore, Telegrafo, Sella di Marvede, Volastra, ManarolaSVA / AV5T / 506
















